09/04/2013 03:27:35

Congressi

VI CONGRESSO REGIONALE SLP

   
Relazione
   






Forza dell’identità
Certezza del futuro



Protagonisti dei servizi di nuova generazione
per la società globale




VI° CONGRESSO REGIONALE

TRENTINO


relazione della Segreteria

12 MARZO 2013



INTRODUZIONE


Cari congressisti,

Partecipando ai nostri lavori il segretario nazionale Bruno Pinto, che ringrazio sin d'ora, ho tentato di ridurre alcuni aspetti della mia comunicazione, che saranno ripresi in maniera più approfondita ed esaustiva nella sua relazione, in questo modo anche per ottimizzare al massimo i tempi.

Stiamo svolgendo il VI Congresso della nostra categoria, il mandato che portiamo oggi a conclusione è stato caratterizzato da una congiuntura economica molto difficile, che ha avuto forti ripercussioni sulla vita sociale, sulle attività produttive, sulle dinamiche politiche. Questi elementi hanno condizionato inevitabilmente l’attività sindacale, rendendo complesso il nostro compito di tutela e rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori.

La nostra Categoria dunque si è trovata ad agire in questo contesto, siamo stati protagonisti del tavolo negoziale, affrontando trattative difficili dove abbiamo sempre difeso il lavoro e l’unicità dell’azienda Poste Spa, abbiamo proposto e sollecitato progetti di sviluppo e innovazione.

La nostra azione sindacale è stata spesso contrastata dalla nostra controparte e dalle altre Organizzazioni sindacali, ma i lavoratori e i nostri iscritti hanno sostenuto le nostre scelte, anche quando risultavano difficili da comprendere e potevano apparire controcorrente.

Siamo consapevoli che la nostra condizione di Sindacato maggioritario ci conferisce una grande responsabilità nell’attività quotidiana e nei difficili percorsi negoziali; con questo spirito abbiamo svolto il nostro ruolo, un ruolo sicuramente non facile ma di certo la migliore sfida per una Organizzazione forte e salda come la nostra.


Accordo sui servizi postali

Nel confronto dei dati 2010 verso 2011 (dati aziendali) si riscontra che i ricavi postali sono diminuiti del 5,11%, i volumi totali di corrispondenza e filatelia sono calati del 7,7%,, all’interno di questo 7,7% la posta descritta e indescritta è calata del 5,15%, i servizi integrati sono calati del 23,97%, i servizi digitali e multicanale sono calati del 4,5%, il direct marketing è calato del 6,14%, la posta non indirizzata è calata del 9,97%,i servizi per l’editoria del 18,06%, il corriere espresso registra una crescita del 3,09% (dovuta alla raccomandata 1), i pacchi sono calati del 47,17%.

L’accordo sui servizi postali sottoscritto il 28 febbraio u.s. scorso è il risultato di una lunga e complessa trattativa che ha avuto inizio alla fine del mese di settembre 2012.
Come ricorderete l’Azienda aveva già avviato la riorganizzazione del settore in modo unilaterale e senza alcuna contrattazione in quattro regioni nella primavera del 2012 (Basilicata, Marche, Piemonte, Toscana), tagliando centinaia di zone di recapito e chiudendo i due CMP di Pisa e Novara.
Un intervento che avrebbe poi esteso man mano a tutte le altre realtà territoriali per arrivare ad un taglio complessivo previsto di 9.273 unità complessive.
Un intervento assolutamente inaccettabile e non sostenibile dal settore.

Questo settore sta infatti vivendo ormai da qualche anno una crisi pesante e per certi versi irreversibile; la liberalizzazione (che ha portato anche in Italia nuovi e più agguerriti concorrenti, come il gruppo TNT o Swiss Post, e che ha imposto ad esempio a tutte le Pubbliche Amministrazioni gare di appalto per affidare i propri servizi) ma soprattutto la digitalizzazione e l’informatizzazione delle comunicazioni stanno ogni giorno di più alleggerendo la borsa dei nostri portalettere.
E’ un fenomeno mondiale che ha creato e sta ancora creando grandi difficoltà alle aziende postali di tutti i paesi occidentali.
A queste difficoltà di origine strutturale si è affiancata, a nostro giudizio, una insufficiente capacità aziendale di cogliere in maniera adeguate le nuove opportunità e di gestire al meglio i contenuti degli accordi già sottoscritti, con particolare riguardo al progetto otto-venti del 2010, che ancora vede aspetti positivi di esso inapplicati.
La trattativa aveva dunque il compito, non semplice, di ridurre in maniera significativa i tagli, concordare un sistema di riallocazione del personale idoneo, identificare le linee dello sviluppo possibile, e attivare politiche attive del lavoro che controbilanciassero almeno in parte il peso dell’efficientamento.
Riteniamo che l’accordo firmato contenga risposte positive a tutti i punti sopra richiamati pertanto riteniamo che esso, in un momento di grande difficoltà, ed avendo le note caratteristiche di un accordo difensivo, in quanto scaturente da un bisogno di efficientamento della struttura produttiva, sia comunque il miglior accordo possibile nello scenario e con gli obiettivi aziendali in cui si è venuto a realizzare.

L’efficientamento complessivo concordato è pari a 5.481 unità rispetto alle 9.273 iniziali della proposta aziendale, pertanto siamo riusciti ad abbattere i tagli di oltre il 30%.
Tutte le vie indicate per lo sviluppo sono presenti:

• Integrazione logistica dei pacchi e sviluppo dell’e-commerce che comporta un recupero di 500 unità;
• Evoluzione del postino telematico, con l’impegno di sostituire i vecchi palmari e di fornire tale strumento a tutti i portalettere in tempi adeguati, e attivazione nel tempo di servizi di prossimità alla clientela;
• Tracciatura e servizi di rendicontazione ai grandi clienti.
Sono state poste le basi per l’attuazione di politiche attive del lavoro, con la previsione di nuove assunzioni, con particolare attenzione all’istituto dell’apprendistato, ed un robusto numero di trasformazioni di part time in full time.
I tre CMP di Novara, Venezia e Brescia che l’Azienda voleva declassare a CDM diventano centri “P”.
Viene ribadita l’esigenza del rispetto dell’ora limite di uscita dei portalettere e del suo orario giornaliero contrattuale.
Viene costituita una linea di controllo della qualità che consente il reimpiego di alcune centinaia di unità.
Viene previsto uno specifico confronto rispetto alle prospettive di sviluppo dell’attività di messo e sulle specifiche attività che svolge.

Nel recapito vengono confermate le fasce di oscillazione nella determinazione dei punteggi delle zone previste dall’accordo otto-venti.
Viene aumentata di un punto la percentuale minima di copertura della scorta (da 111% a 112%) che dovrà essere “più vicina” al portalettere.
Si interviene sui parametri di definizione delle zone modificando il punteggio della ripartizione ed il calcolo dell’indice di frequenza che ci verrà obbligatoriamente fornito nei confronti territoriali.

I dati contenuti nel modello 44R combinato con l’indice di frequenza ci consentiranno a livello territoriale di verificare in concreto la congruità dei punteggi delle zone che si riterrà di controllare.

Viene incrementato il numero di ASI e si articolano i turni delle loro prestazioni introducendo turni mattutini.
Si prefigura l’introduzione del conto ore individuale per i portalettere con apposito accordo.

Al fine di gestire le ricadute occupazionali oltre alle consuete modalità di esodo già presenti in azienda si procederà entro il 30 giugno c.a. a sottoscrivere una intesa per l’applicazione dell’articolo 4 della legge nr 92 del 28/6/2012 (cosiddetta legge Fornero).

Tale legge consente di incentivare l’esodo di “lavoratori anziani” che raggiungano i requisiti minimi per il pensionamento nei 4 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro (uno strumento equivalente al fondo di solidarietà); l’Azienda verserà mensilmente all’INPS l’importo del trattamento pensionistico e della relativa contribuzione figurativa e l’INPS provvederà ad erogare l’equivalente della pensione ai lavoratori che avranno aderito all’iniziativa utilmente collocati in graduatoria.

Per la gestione delle ulteriori eccedenze si utilizzerà, sempre su base volontaria, la trasformazione da full time a part time e successivamente la mobilità professionale verso altri settori, in special modo mercato privati, con riferimento agli idonei al job posting attuali e successivamente a quelli che presenteranno domanda.
Si individueranno specifici progetti per l’attivazione di diversi modelli di telelavoro quale ulteriore strumento di gestione delle eccedenze.

Qualora persistessero eccedenze si provvederà con la mobilità volontaria.
Qualora ci fossero ancora eccedenze da ricollocare le parti si incontreranno per valutare la eventuale mobilità ex articolo 39 CCNL; verranno comunque salvaguardati i lavoratori part time vecchi e nuovi stante la esiguità della loro situazione reddituale.

Pertanto un efficientamento complessivo di 5.841 unità a fronte della richiesta aziendale di 9.273 unità.

Ci sarà Una possibilità di ulteriore reimpiego di 800 posti di lavoro rinvenienti da attività remotizzabili che verranno localizzate nelle realtà che presentano particolari criticità nella riallocazione delle eccedenze.

Attendendo la convocazione per l'applicazione dell'accordo in ambito territoriale, dobbiamo dire che i numeri di "eccedenze" che riguardano il Trentino, 99 tra recapito e stabilimento di Trento ex CPO, non sono pochi e ci preoccupano non poco...come segreteria, motivo che ci spinge a fare una richiesta al nostro segretario nazionale Bruno Pinto, di poter fare in modo di applicare una parte delle nostre "eccedenze" nel settore videocodifica di Trento C.P.in attività remotizzabili. In questo modo avremmo un'opportunità in più sulla gestione dell'accordo in ambito territoriale.


I temi caldi di Mercato Privati

LA SPORTELLERIA

La crisi economica di questi anni, nonostante le iniziali previsioni di diversi economisti, non si è ancora risolta, anzi ha allargato ed aumentato i suoi effetti sull’intera economia mondiale.

In questo scenario, finanziariamente molto complicato, la nostra rete di sportelli degli uffici postali ha costituito l’elemento di punta con il quale le nostra Azienda ha affrontato i negativi scenari del mercato di riferimento e la sfida quotidiana con una concorrenza impegnata al massimo a reagire allo tsunami economico che ha investito i mercati.

Donne e uomini che attraverso il loro apporto, la loro dedizione e la loro disponibilità a comprendere le ragioni di un cambiamento assolutamente necessario, hanno permesso di contrastare efficacemente gli effetti della crisi che ha minato invece altri settori.

Per questi motivi il settore della sportelleria dovrà essere particolarmente attenzionato e tutelato, per evitare che una eccessiva pressione o una disattenzione ai fattori di sviluppo e crescita possano in qualche modo vanificare gli sforzi ed i sacrifici fino ad oggi fatti dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Organici, missione dell’ufficio postale, malfunzionamento e aggiornamento dei sistemi informatici, pressioni commerciali, formazione professionale, distacchi, politiche di incentivazione commerciale, dotazioni strumentali, sicurezza del lavoro e Uffici Postali Impresa sono a nostro giudizio alcuni degli elementi sui quali dovremmo porre la nostra particolare attenzione per consegnare ai lavoratori del settore una vita lavorativa ed una dignità professionale qualitativamente migliori.

Ad oggi, purtroppo le azioni poste in essere dall’Azienda per la riorganizzazione del settore, causa una latente miopia di fondo ed una eccessiva inclinazione ad operare unicamente in direzione del contenimento della spesa, stanno creando ulteriori disagi in un settore già sottoposto a forti fattori di stress soprattutto per la cronica carenza di personale.

Il lavoro svolto in questi anni ci ha portato a raggiungere risultati che riteniamo importanti ad esempio:
• l’accordo che ha finalmente riconosciuto lo status di videoterminalista agli operatori di sportello;
• l’accordo che impegna l’Azienda a definire i piani di razionalizzazione degli uffici attraverso il confronto con il sindacato Nazionale e Territoriale;
• l’accordo sulle pressioni commerciali dello scorso mese di dicembre che impegna ed obbliga l’Azienda a tenere determinati comportamenti sull’attività commerciale, di recente, troppo spesso offensiva della dignità dei lavoratori applicati.
Siamo consapevoli che il lavoro svolto è ancora insufficiente, molto deve ancora essere fatto.

Dobbiamo migliorare la dotazione strumentale degli operatori, garantire un sistema informatico efficiente, prevedere una dotazione organica degli uffici in linea con la produttività degli stessi, una formazione all’altezza delle accresciute professionalità dei lavoratori, realizzare una politica di incentivazione commerciale trasparente, certa e raggiungibile un vero e proprio volano motivazionale che faccia sentire tutti i lavoratori coinvolti nel processo di crescita.

Occorrono politiche di maggiore attenzione al settore che realizzino un reale miglioramento della qualità della vita lavorativa degli addetti come forte strumento di miglioramento delle condizioni di tutti i lavoratori applicati.

Il nostro impegno sarà attento e pressante nei confronti dell’Azienda per realizzare le aspettative attese dall’intera categoria e garantire a tutti i lavoratori dignità professionale e qualità della vita lavorativa.


LE FUNZIONI COMMERCIALI

I diversi e unilaterali interventi Aziendali per la riorganizzazione delle funzioni commerciali non hanno, come da noi ampiamente previsto, generato il valore aggiunto che si auspicavano.

Da sempre con insistenza e determinazione abbiamo sostenuto che le attività e funzioni commerciali non devono essere esclusivamente orientate ad una mera azione di pressione sui centri di produzione per ottenere i numeri attesi ma avvicinate ai luoghi di produzione, orientate alla comprensione degli obiettivi, formate opportunamente sui prodotti e sulle tecniche, rispettose del cliente e delle normative di riferimento.

Le funzioni commerciali, a nostro avviso, sono professionalità specifiche nella complessa organizzazione aziendale che devono essere continuamente incentivate, aggiornate e coinvolte e non continuamente pressate al limite della persecuzione.

Nei loro confronti devono essere attuati interventi e politiche di condivisione dei budget loro assegnati, snellimento delle procedure, concreti interventi di motivazione sia aziendale che economica.

Tutti gli addetti si devono sentire coinvolti nei processi di azione commerciale che l’Azienda intende mettere in campo sia per quanto attiene la formazione dei budget che per le azioni da intraprendere per il loro raggiungimento.

La loro esperienza e la loro professionalità deve essere ascoltata e tradotta in comportamenti atti a raggiungere gli obiettivi attesi e a farli sentire attori protagonisti del risultato.

Come già precedentemente sostenuto l’ intesa raggiunta sulle pressioni commerciali (accordo nazionale del 12-12-2012) vuole essere un primo importante passo verso la realizzazione di questi obiettivi.

Il nostro impegno, da sempre orientato a sostenere lo sviluppo del business aziendale, deve vedere l’Azienda impegnata a realizzare un nuovo equilibrio che consideri maggiormente le persone, la loro professionalità e la loro dignità, nel convincimento che questi valori sono una straordinaria opportunità per accresce lo sviluppo ed il valore aziendale.

STAFF

I processi di riorganizzazione aziendale continuano a modificare pesantemente i carichi, le responsabilità e le modalità di lavoro del personale di staff con l’unico scopo di contenere i costi senza preoccuparsi della qualità dei servizi resi alle strutture di produzione.

SLP ritiene invece che nelle strutture di staff, oltre processi riorganizzativi coerenti con i cambiamento del settore produttivo, vadano parallelamente adeguati e valorizzati i contenuti professionali, le relative responsabilità e i processi di formazione e riqualificazione.

SLP continuerà a sostenere gli addetti del settore attraverso una incisa azione tesa a rivalutare le professionalità esistenti, vigilare sul pieno rispetto dei contenuti contrattuali al fine di ottenere un giusto riconoscimento per il ruolo svolto dagli addetti.


I QUADRI DI POSTE ITALIANE

Il 22 febbraio 2013 abbiamo svolto l'assemblea dei Quadri dove sono stati rinnovati gli organismi e si è svolto un dibattito intenso sulle loro problematiche che quotidianamente incontrano negli uffici postali.

In effetti, più precisamente Quello che dovrebbe essere una “valorizzazione” viene gestito in termini di colpevolizzazione del Quadro in un continuo e quotidiano esame/processo che certo non giova al lavoratore come non giova all'Azienda.

Dobbiamo continuare a dare, come CISL, garanzie per mettere i Quadri in condizione di esercitare nuove tutele e mantenere, come soggetti portatori di interessi diversi e diversificati, un controllo sul proprio lavoro acquisendone piena consapevolezza.

Come SLP rivendichiamo per i quadri il diritto di formazione, di informazione sulle politiche e le strategie aziendali, un coinvolgimento "ante", e non un ruolo di esecutori "post", i quadri devono essere attori protagonisti e non comparse.

Ad oggi come Sindacato abbiamo accumulato nella categoria una notevole esperienza ed un largo consenso sulle nostre iniziative e per la nostra coerenza.

Dobbiamo sfruttarle entrambe al meglio.

Le nostre politiche per la sicurezza

La questione della sicurezza rappresenta sempre uno degli argomenti prioritari per l’azione del sindacato, atteso che in tutte le aziende, e la nostra non fa eccezione, si tende, per questioni di contenimento dei costi, a lesinare gli interventi per la sicurezza ovunque sia possibile.

Per tali motivi ci vuole una strategia integrata che da una parte veda le OO.SS. tese a sottoscrivere accordi che aumentino la sicurezza dei lavoratori e dall’altra veda gli RR.LL.SS. vigilare sulla corretta applicazione degli stessi sui territori e sul mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza in tutti gli ambiti lavorativi.

L’intervento più significativo del quadriennio è stato senza dubbio quello dell’accordo sugli sportellisti video terminalisti.

Come è noto nel 2008 riuscimmo a concordare con l’Azienda che gli sportellisti di Poste Italiane erano video terminalisti e a far attivare le relative procedure di consultazione.

Tali procedure furono successivamente bloccate dall’Azienda in seguito alla pubblicazione del decreto 81 che determinava rilevanti modifiche alla normativa in vigore.

Tale stato di empasse durò fino al 2010 quando riuscimmo a trovare una mediazione soddisfacente fra le esigenze dei lavoratori interessati e i problemi aziendali che avevano bloccato la questione, legando le pause non al tempo ma al numero di operazioni di sportello.

Questo ci portò a sottoscrivere l’accordo del 25 marzo 2010 grazie al quale si poté partire con il programma operativo riguardante le pause, gli interventi sulla ergonomia dei posti di lavoro e la sorveglianza sanitaria degli addetti.

Una lotta portata avanti dalla nostra organizzazione con pervicacia giunta finalmente al suo epilogo.

Un'altra questione da noi lungamente seguita è quella che riguarda gli addetti ai servizi postali, con speciale prevalenza agli addetti al recapito, fra i quali si verifica la maggiore percentuale di eventi infortunistici.

E’ un problema annoso sul quale si dovrà lavorare ancora a lungo, ma rispetto al quale nel corso del 2010, all’interno dell’accordo di ristrutturazione di quella divisione sottoscritto quell’anno, il 27 luglio , riuscimmo ad inserire uno specifico capitolo riguardante la sicurezza, con contenuti interessanti.
Purtroppo nell’applicazione dei contenuti dell’accordo ci sono state tutta una serie di inadempienze aziendali che hanno rallentato o vanificato parte di essi, bisognerà perciò non calare il livello di attenzione ed intervento da parte delle strutture territoriali e dei nostri RR.LL.SS. sul territorio.

L’ultimo elemento di rilievo riguarda l’introduzione nel documento di valutazione dei rischi dello stress lavoro-correlato.

La procedura di consultazione è attualmente in atto, ma i risultati finali che l’Azienda ci indica, ossia di una non rilevanza di tale rischio all’interno della nostra azienda, non ci trova d’accordo e pertanto continueremo ad insistere, all’interno degli organi di partecipazione, sulla necessità di attivare verifiche soggettive mirate fra gli addetti per arrivare ad avere una misurazione più accurata dello stress.

In ogni caso dopo un lungo periodo di mancanza di confronto, si sta lentamente cominciando a riavviare il meccanismo di relazioni previsto dagli accordi in essere e pertanto ricominceremo a proporre le nostre posizioni sui vari argomenti all’interno degli organismi paritetici di partecipazione, a cominciare dall’organismo paritetico nazionale per la sicurezza e da quelli regionali.

Sarà infine necessario predisporre adeguati strumenti formativi/informativi per i nostri RR.LLSS. recentemente eletti, per metterli in grado di svolgere al meglio il proprio ruolo.

Il rinnovo del CCNL: urge la visione più ampia, il contratto di settore

Ultimo, ma solo nell’ordine di questa relazione, un breve accenno alla stagione dei rinnovi contrattuali di Poste e dei recapiti privati (Fise e Cna).

Questi contratti sono scaduti lo scorso 31 dicembre ed il sindacato, purtroppo non in modo unitario, aveva provveduto i entro sei mesi precedenti ad inviare le relative piattaforme.

Stavolta puntiamo a sottoscrivere finalmente il contratto per tutto il settore postale, in modo da avere a disposizione dei lavoratori e delle aziende strumenti comuni ed efficaci a sostegno dei diritti e delle aspettative dei lavoratori e della corretta concorrenza tra le aziende.

La trattativa sta per iniziare e non possiamo adesso anticipare nulla di quello che sarà il suo esito; pur tuttavia è la partita più importante che dovremo giocare in questo 2013 e la giocheremo fino in fondo con tutta la forza della nostra rappresentatività.



GLI APPUNTAMENTI ORGANIZZATIVI, IL NOSTRO MODELLO DIFFUSO E LA RIFORMA DELLA CISL

Gli appuntamenti di natura organizzativa che abbiamo affrontato in questo quadriennio sono due, le elezioni per il rinnovo degli organismi di Fondoposte e il rinnovo delle Rsu.

Fondoposte
I risultati hanno evidenziato la netta affer¬mazione della lista Slp Cisl che, con il 51,65% dei voti validi, si è aggiudicata ben 15 seggi sui 30 disponibili, migliorando del 5% e di un seggio rispetto alla pre¬cedente tornata elettorale del maggio 2005. Un risultato che premia la politica intrapresa e fortemente voluta dall’Slp di isti¬tuire un fondo di previdenza com¬plementare per tutte le aziende del Gruppo Poste Italiane quale strumento di tutela fondamenta¬le per i lavoratori e di garanzia per un futuro più sereno.
Con questo importante risultato elettorale l’intera categoria ha condiviso le scelte che il Sindaca¬to ha perseguito – e con succes¬so! - anche in sede contrattuale, quale l’incremento del contribu¬to aziendale dall’1 all’1,5% e la gestione sana e trasparente del Consiglio di Amministrazione di FondoPoste.

Rsu
Con il risultato del 47% dei voti ottenuti da Slp, ci siamo confermati leader nella rappresentanza sindacale in Poste Italiane Spa.
Questa tornata elettorale rivestiva un significato particolare, in quanto si è svolta alla fine di un anno difficile, di tensioni e scontri con l’Azienda, sulla riorganizzazione dei Servizi Postali, sulle razionalizzazioni/chiusure degli Uffici Postali e sul mancato accordo sul Premio di Risultato. Ma i numeri hanno dato ragione all’SLP, per due motivi fondamentali. Il primo è la straordinaria partecipazione dei lavoratori alle elezioni per il rinnovo degli organismi RSU in Poste Italiane che ha superato l’80%.
Un meraviglioso senso di partecipazione, sfidando il vento dell’antipolitica e del qualunquismo, basti vedere le ultime elezioni politiche a livello regionale. Elezioni dove i lavoratori di Poste hanno esercitato il più naturale e fondamentale dei diritti nei luoghi di lavoro: scegliersi chi li rappresenterà nelle relazioni industriali.
Il secondo motivo è che per l’ennesima volta la scelta dei lavoratori è toccata all’Slp Cisl! Questo risultato è un riconoscimento alla linea politica che l’Slp ha portato avanti in tutti questi anni, una testimonianza della categoria al lavoro svolto e all’impegno dell’intero quadro nazionale e territoriale, che avvalora la capacità di tutela e la progettualità di un sindacato industriale riformatore e progressista, l’unico capace di rilanciare Poste Italiane dal punto di vista dello sviluppo aziendale, della difesa occupazionale, del sociale, civile e culturale.

L’andamento del dato associativo e il modello di sindacato diffuso
Quando abbiamo celebrato il V Congresso Slp il nostro Sindacato associava 56.500 lavoratori su un totale di quasi 145 mila addetti in Poste Italiane Spa, oggi siamo oltre 63.500 su 139.500 lavoratori. La forte crescita che abbiamo registrato, con una differenza in positivo di 7 mila adesioni, è ancor più importante alla luce del continuo calo del numero di dipendenti di Poste italiane.
Come siamo riusciti a crescere nonostante questa situazione? Abbiamo continuato ad essere presenti sempre sul territorio, negli uffici, anche in quelli più piccoli e isolati, tenendo i contatti con la nostra presenza, con gli strumenti di comunicazione come i volantini, la newsletter, le assemblee, le visite dei nostri delegati e dei nostri dirigenti.
I lavoratori postali sanno che in noi trovano sempre un punto di riferimento, su esigenze individuali e collettive, che la nostra è una presenza costante, una rete che cerchiamo di intensificare proprio che garantire la massima vicinanza sui luoghi di lavoro.

La riforma della Cisl
La riorganizzazione territoriale della Cisl ha portato a nuovi assetti delle strutture territoriali, con l’obiettivo di un miglior utilizzo delle risorse, da destinare in misura maggiore all’attività sindacale nei luoghi di lavoro. Per questo la nostra scelta è stata quella di confermare la nostra presenza forte sul territorio, articolandoci con presidi anche dove la Cisl ha scelto di superare l’istanza territoriale.
In questo progetto di riforma organizzativa della Cisl si inserisce la recente intesa sottoscritta con Fisascat, Felsa e Fiba, dove abbiamo condiviso un percorso di collaborazione e di condivisione di attività su temi di interesse comune, quali possono essere la formazione, la Bilateralità, il welfare contrattuale, lo sviluppo di politiche organizzative, per realizzare progetti di sindacalizzazione in ambiti e settori dell’area dei servizi privati, anche attraverso l’approfondimento dei conseguenti percorsi organizzativi necessari per la crescita globale di questa fetta di mercato del lavoro.

CONCLUSIONI

Siamo alle conclusioni di questa relazione, che vuole essere uno spunto alla riflessione e al dibattito congressuale.
Ripercorrere un mandato congressuale in modo sintetico non rende giustizia a molti fatti, piccoli e grandi, che hanno caratterizzato questi quattro anni.
E’ giusto quindi ricordare in chiusura di questa relazione quanto fatto da volontari, attivisti e delegati con passione e dedizione per l’Slp. Rivolgo quindi un ringraziamento a tutti loro, perché con le energie e il tempo che hanno messo a disposizione dell’Slp hanno permesso di dare gambe ai nostri progetti.
Molti progetti ambizioni nascono da sogni coraggiosi e grandi risultati si ottengono spesso grazie alla sinergia di tanti piccoli gesti silenziosi, auguriamoci che l’Slp possa essere sempre ricca di sogni e di gesti.




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Il 16 dicembre 2015 il Consiglio generale nazionale ha approvato il Codice Etico della Cisl.




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