02/08/2018 12:39:58

comunicati

Legge sul Welfare integrativo, migliorata grazie all'intervento del sindacato

Cgil Cisl Uil apprezzano l'apertura alla sanità complementare, ma criticano la scelta di tagliare fuori le parti sociali dal neo comitato d'indirizzo
“Aver confermato la collaborazione tra Regione e fondi sanitari nella legge regionale sulla previdenza integrativa, votata ieri in Consiglio regionale, è un risultato importante, ottenuto anche grazie alla pressione del sindacato a fronte del tentativo di snaturare i contenuti della norma già esistente. Non altrettanto si può dire di altri aspetti, per cui la legge per come è stata concepita rappresenta un vero e proprio passo indietro rispetto a quel metodo di collaborazione tra pubblico e parti sociali, da sempre aspetto caratterizzante del nostro territorio”. Cgil Cisl Uil del Trentino esprimono, dunque, apprezzamento per alcune modifiche migliorative apportate ieri dall'Aula che hanno permesso di riaffermare una logica di collaborazione tra la Regione e i fondi di sanità integrativa. “Il nostro ringraziamento va in particolare al lavoro svolto dalla consigliera Martha Stocker da sempre attenta al welfare integrativo e alla positiva collaborazione tra ente pubblico e fondi integrativi anche in tema di sanità, con  l'obiettivo di costruire un sistema inclusivo che non si sostituisce alla sanità pubblica, ma la integra dando risposte ai bisogni aggiuntivi presenti sul nostro territorio”, dicono i tre segretari generali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.

I sindacati, però, non nascondono delusione e disappunto per la scelta di eliminare la copertura di Pensplan per tutti quei lavoratori che si iscrivono a Laborfonds, ma risiedono fuori regione, nonostante le ripetute richieste avanzate dalle parti sociali che hanno partecipato al confronto sul testo normativo.
 
Profonda contrarietà anche per la scelta di non accettare alcuna mediazione sulla composizione del comitato per il welfare integrativo che la legge istituisce ex novo. “E' quanto meno singolare la scelta del legislatore di escludere le parti sociali dalla composizione di un comitato che avrà il compito di definire indirizzi e promuovere il welfare integrativo  - sottolineano i sindacati -. Una scelta figlia di una logica sbagliata che scientemente tiene fuori gli attori protagonisti del welfare integrativo, che per definizione è costruito proprio dalle parti sociali”. Una decisione grave per Cgil Cisl Uil del Trentino che “è un arretramento culturale rispetto a quel metodo di partecipazione che ha permesso in questi anni di costruire un sistema inclusivo di protezione sociale per la nostra comunità”.
 
L'auspicio a questo punto è che si possano trovare delle soluzioni nella definizione del regolamento attuativo. “Ci auguriamo che tutte le forze politiche prendano atto di questo pesante passo indietro, che immaginiamo sia stato anche frutto di un'impostazione del testo che l'aula ha in buona parte subito, e si diano risposte ad entrambe le questioni, l'una tecnica l'altra culturale, nel nuovo regolamento”, concludono i sindacati.



Trento, 1° agosto 2018




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