21/11/2018 17:56:46

comunicati

Punti nascita, al primo posto la sicurezza di mamma e bambino

Cgil Cisl Uil del Trentino: il tema vero è l'attivazione di percorsi nascita in tutti i territori periferici
Nel dibattito sulla riapertura dei punti nascita per Cgil Cisl Uil del Trentino il tema resta quello della sicurezza. Una posizione che i sindacati hanno già espresso in più occasioni e che ribadiscono anche adesso che appare certa la riapertura di Cavalese. “La questione non può essere il mantenimento fine a se stesso di un punto nascita. Sappiamo che questo è un tema sensibile, ma l'obiettivo deve essere la capacità di assicurare nell'ambito di ogni presidio sanitario i massimi livelli di qualità e sicurezza nell'assistenza e nelle cure offerte alle future mamme e ai nascituri – sostengono i tre segretari provinciali Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Un punto fermo da cui non può derogare, secondo noi, nessuna decisione politica. Per questa ragione ci associamo alle preoccupazioni espresse in questi giorni sia dall'Ordine dei medici sia dagli infermieri”.
Il Trentino non ha certo bisogno di punti nascita nominali, ma di strutture d'eccellenza che richiedono il rispetto di standard precisi e su questo versante servono risposte rassicuranti da parte della Giunta Fugatti. Non è infatti un caso se in Alto Adige hanno deciso di chiudere punti nascita di qualità riconosciuta anche fuori dai confini provinciali perché non rispettavano quegli standard.
Altra questione, secondo Cgil Cisl Uil del Trentino, è l'assicurare in tutto il territorio provinciale, centro e periferia, servizi di cura di qualità per tutta la popolazione. Per i sindacati il Trentino non può permettersi servizi sanitari di serie B per gli abitanti delle valli creando disparità tra territori quando una più forte integrazione tra centro e periferia può invece contribuire anche ad un più solido radicamento dei cittadini nelle proprie comunità. In questa logica i sindacati hanno sempre sostenuto, e lo fanno ancora oggi, la necessità di strutturare nelle valli dei percorsi nascita completi, in grado di affiancare con figure professionali le donne in gravidanza e dopo il parto. “L'assenza del punto nascita non significa mettere in discussione la presenza di un ospedale in valle. Per noi è indispensabile costruire reti di servizi sanitari per tutta la comunità, all'altezza dei più elevati standard qualitativi e di sicurezza”.

Trento, 20 novembre 2018



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