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Edilizia Sociale - CGIL CISL e UIL concordano con il Prof. Toniatti: residenza 10 anni stranieri a rischio incostituzionale ed oltretutto penalizzante per le famiglie trentine

CGIL CISL e UIL concordano con il Prof. Toniatti: residenza 10 anni stranieri a rischio incostituzionale ed oltretutto penalizzante per le famiglie trentine, che in caso di graduatoria unica risulterebbero comunque meno numerose e più ricche di quelle straniere, pur con il requisito della residenza maggiorata.
 
La Giunta Fugatti ha affrontato la questione casa pubblica e l’emergenza affitto, particolarmente grave oggi nel capoluogo e nella zona della “busa del Garda”, concentrandosi fortemente sugli aspetti relativi alla “sicurezza”. Un  tema validissimo per la propaganda, ma certo di non grande aiuto nell’affrontare appunto i problemi delle politiche abitative anche trentine.
 
Si prevede una stretta sulle regole di accesso agli alloggi pubblici per i cittadini non italiani, che si vogliono allungare fino addirittura a 10 anni di residenza, requisito irragionevole che, anche a detta del Prof. costituzionalista Toniatti molto difficilmente supererà, se adottato, il contenzioso giuridico che ne scaturirà, alla luce dei già diversi pronunciamenti avversi della Corte Costituzionale.
 
E anche CGIL CISL e UIL lo ritengono  incostituzionale ed oltremodo punitivo per le persone, anche trentine, che dovranno assoggettarsene.
 
In una provincia con migliaia di alloggi sfitti la soluzione abitativa a carattere sociale non può essere solo quella di nuove costruzioni, ma va ricercata in accordi tra comuni, Itea, sindacati dei lavoratori e associazioni di costruttori per permettere di ampliare il patrimonio di alloggi popolari, a costi non proibitivi, partendo da quelli già esistenti e ampliando le agevolazioni fiscali per i contratti a canone concordato e soprattutto moderato. A questo proposito il Sindacato chiede alla Giunta di accelerare anche la riassegnazione ad una finanziaria (Finint?) o ad altro soggetto (Invest o qualche altra società in –house) del Fondo di Housing Sociale, che ha esaurito la propria capienza finanziaria e necessita di un nuovo mandato. 
 
Il sistema ed il bisogno abitativo sono molto cambiati nell’ultimo decennio, le mutate condizioni di lavoro e familiari dei lavoratori, che hanno sì bisogno di un’abitazione, ma in affitto, non in proprietà, e l’esigenza che si rimetta in circolo il rilevante patrimonio privato abitativo “sfitto” anche in Trentino,  inducono il Sindacato e le associazioni degli Inquilini a porre l’accento sulla necessità di una riforma profonda dell’edilizia pubblica e della “legge Dalmaso” in particolare, non più adeguata,  al cambio epocale subìto anche dalla società trentina.
 
La nuova Giunta proceda quindi al più presto a disegnare un nuovo Piano Casa coerente con e compatibilità dell’ambiente e del territorio coinvolgendo il Sindacato sia in fase di elaborazione della riforma, sia in quella, successiva, di controllo e verifica delle nuove politiche abitative pubbliche.
 
Un percorso di riforma da cui CGIL CISL e UIL del Trentino  non possono  essere estromesse e per il quale chiede si proceda alla costituzione immediata dell’”Osservatorio provinciale del Sistema Abitativo”, organismo che l’Assessora Segnana  si era impegnata a costituire nelle settimane scorse, essendo venuta a mancare, ancora dal 2017, l’altro unico organismo consultivo in tema abitativo  previsto dalla Legge Dalmaso: La Commissione Sociale ITEA.

Alotti, Pomini e Grosselli ricordano infine alla politica e all’amministrazione che gran parte del patrimonio abitativo pubblico trentino è stato costruito con il contributo Gescal dei lavoratori trentini, oggi in parte pensionati, e delle imposte che i lavoratori dipendenti e pensionati hanno versato e continuano a versare, in misura predominante, rispetto anche alle altre categorie di contribuenti.


Trento, 4 luglio  2019




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