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30/03/2020 13:30:45

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E' PROPRIO NECESSARIA LA CASSA INTEGRAZIONE PER I LAVORATORI DEL GRUPPO DOLOMITI ENERGIA?

In questi giorni di emergenza Coronavirus, leggere una buona notizia è una boccata d'ossigeno e se l'ottimismo è un dono prezioso in tempi tristi come quello che viviamo, la notizia che il nostro gruppo Dolomiti Energia dichiari ricavi per 1,5 miliardi di euro, fa ben sperare per il loro impegno incondizionato e libero da ostacoli economici, per assicurare ai suoi lavoratori le migliori condizioni per superare l'emergenza.

Rimane però il fatto che il gruppo sta considerando l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, della cassa integrazione per capirci.

Ed è esattamente l'unione di queste due cose che stride: siamo abituati ormai ad articoli sensazionali di ricavi record da parte del gruppo, che permetterebbero, con un piccolo sacrificio, di non pesare sul resto del territorio. Ricordiamo che la cassa integrazione è un istituto indispensabile in settori più deboli del nostro. Come può essere che un'azienda che fa questi utili, voglia chiedere soldi pubblici? Come Flaei ci dispiacerebbe molto vedere le nostre aziende, per lo più pubbliche, sfruttare, (anche se la legge lo permette) tutto lo sfruttabile.

Il gruppo Dolomiti Energia, per quanto toccato come tutti da questa situazione, di certo non vede il suo fatturato scendere completamente a zero, l'azienda non chiude i battenti come tante piccole imprese coinvolte direttamente nella chiusura forzata, o migliaia di albergatori e ristoratori che rappresentano un tassello fondamentale della nostra economia e che tocca migliaia di famiglie, quindi perché mai il gruppo dovrebbe sottrarre quel po' di respiro che servirebbe a ben altri? Perché invece di essere l'esempio virtuoso dello spirito di fratellanza e sacrificio che permea la nostra vita in questi giorni, piuttosto pensa a ridurre il meno possibile il “mancato guadagno” a discapito di altre aziende trentine?

Si sa che molte aziende sono in forte difficoltà per il prolungarsi di questa situazione emergenziale, ma per fortuna il gruppo Dolomiti sembra essere abbastanza al sicuro da queste problematiche, anzi, diciamo che il lodevole risultato del bilancio 2019 dovrebbe spingere il gruppo dirigente a pensare un po' di più a chi quel risultato l'ha reso possibile: i propri dipendenti.

Il comparto elettrico non può fermarsi, è strategico per l'economia del territorio e di tutto il Paese, e ha tante risorse interne per il bene comune, basta un po' di buona volontà.

Forse alle volte non sarebbe un male guardare anche al di fuori del proprio orticello, per vedere come si stanno muovendo realtà ben più grandi e con maggiore esperienza, traendone spunti di riflessione e perché no, anche possibili strade da percorrere.

Vogliamo credere che i maggiori azionisti del gruppo, il Comune di Trento e quello di Rovereto, siano l'elemento decisivo per far prendere il sopravvento del bene della comunità sulla logica del guadagno ad ogni costo.

 

Trento, 30 marzo 2020




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