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Fase 2. Cgil Cisl Uil: per ripartire in sicurezza servono informazioni chiare e trasparenza

"La ripresa deve essere graduale, con modalità concordate e nei settori dove è più facile gestire il rischio. La giunta si faccia carico della responsabilità di scegliere ascoltando tutte le parti"

Man mano che ci si avvicina alla data del 4 maggio diventa sempre più acceso il dibattito sulla fase 2, su cosa comporterà e chi ripartirà. Sulla questione Cgil Cisl Uil invocano la massima chiarezza e trasparenza da parte della giunta provinciale. “Ci spaventa che il presidente Fugatti si limiti a prendere atto che un riavvio delle attività e un incremento della mobilità porterà un nuovo aumento dei contagi – dicono i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Non possiamo permettercelo, né possiamo accettare che la politica alzi le braccia. In questo momento serve compiere valutazioni razionali sulla base di tutti i dati epidemiologici e scientifici disponibili. Stiamo facendo la nostra parte nei tavoli di settore e siamo pronti ad andare avanti, ma anche l’informazione verso le parti sociali deve essere trasparente, tempestiva e completa”.

Le tre sigle ribadiscono che la riapertura dovrà essere graduale e progressiva, partendo dai settori dove il rischio contagio è meglio gestibile, come il manifatturiero. Senza dimenticare che in Trentino la percentuale di contagi è ancora elevata, superiore a quella registrata in Alto Adige e alla media nazionale. “Ribadiamo la richiesta, finora disattesa, - incalzano i sindacalisti - che i settori da riaprire, nonché le modalità, i limiti e i tempi in cui farlo siano oggetto di confronto preventivo con tutte le parti sociali. Non vorremmo infatti che si ripetesse quanto accaduto con i cantieri edili aperti dall’oggi al domani senza alcuna comunicazione.

Il sindacato in queste settimane sta partecipando ai tavoli per la definizione delle linee guida settore per settore. “E’ una fase delicata che non ammette accelerazioni dettate dalle pressioni per la riapertura – proseguono i tre segretari -. Ci sono ancora aspetti controversi che devono essere approfonditi anche rispetto ai principi generali per il riavvio delle attività economiche”. Inoltre i sindacati ricordano che Inail sta predisponendo un documento tecnico sul contagio da Sars-CoV-2 che fornirà i gradi di rischio per ogni settore di lavoro in rapporto con l’indice di suscettibilità di ogni singolo lavoratore.

Cgil Cisl Uil ribadiscono poi che la fine del lockdown dovrà rispettare due principi, la definizione di un quadro normativo valido a livello nazionale come richiesto tra l’altro dal presidente Fugatti e dalle altre Regioni al Governo Conte e quindi la condivisione tra lo Stato e le Regioni stesse di spazi di manovra per riaperture diversificate sulla base della gestione del rischio per la salute nei luoghi di lavoro e per la salute pubblica. “Per muoversi in coerenza con questi principi servono informazioni concrete e basate su dati scientifici – incalzano Grosselli, Bezzi e Alotti -. I dati sui decessi e i nuovi malati nella quotidiana trasmissione del presidente Fugatti lascino il posto a dati scientifici come l’indice R0, l’indicatore che misura la trasmissibilità del virus. Dati di cui la Provincia dispone e che non rende noti, ma che sono invece importantissimi per programmare una ripartenza con rischi realmente contenuti  e per monitorare l’andamento dell’epidemia in Trentino”.

E concludono: “Visto che ci avviamo verso una fase post emergenza riteniamo sia arrivato il tempo che la trasmissione televisiva quotidiana del presidente Fugatti lasci il posto a vere e proprie conferenze stampa con la possibilità di confronto con i giornalisti. Lo ha fatto anche la Protezione Civile nazionale, è l’occasione di farlo anche in Trentino”.

 

Trento, 21 aprile 2020

 




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