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Rilancio Italia. Via libera alla cassa per circa 16mila lavoratori trentini

Cgil Cisl Uil: il decreto del Governo stanzia risorse sufficienti per il Fondo di solidarietà trentino e vengono rifinanziate misure per il sostegno al reddito di famiglie e disoccupati. "Sulla revisione dei patti di Roma e Milano, serve una trattativa vera, non bastano i post sui social"

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è arrivato il via libera definitivo alla manovra Rilancio Italia che contiene risposte positive anche per il mondo del lavoro trentino, colpito dall’emergenza coronavirus. Il decreto stanzia infatti oltre 11 miliardi di euro per la cassa integrazione che, quota parte, potrebbero corrispondere ad almeno 116 milioni per le casse del Fondo di Solidarietà provinciale, dando risposte ai dipendenti delle piccole e piccolissime imprese trentine, soprattutto del terziario. “Il decreto stanzia risorse sufficienti a rispondere al bisogno locale – ammettono con soddisfazione i segretari generali di Cgil Cisl Uil del Trentino, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. C’è anche un impegno importante per velocizzare le autorizzazioni e dunque i pagamenti da parte di Inps, fronte su cui invece si erano registrati non pochi ritardi che hanno messo in difficoltà molti lavoratori e le loro famiglie”.

Fino a questo momento il Fondo trentino ha ricevuto 3.500 richieste di cassa integrazione, il 65 per cento di queste sono già state autorizzate e le somme stanno arrivando ai circa 20 mila lavoratori interessanti. “E’ importante che Inps faccia un ulteriore sforzo organizzativo per velocizzare tutti i pagamenti”, insistono i tre segretari. Entro l’inizio della prossima settimana dovrebbero cominciare i pagamenti anche delle somme per i lavoratori che stanno usufruendo della cassa in deroga; in Trentino si tratta, per fortuna, di un numero limitato di persone.

Ma nel nuovo decreto del Governo Conte vengono rifinanziate tutte le altre forme di sostegno al reddito per disoccupati e famiglie a rischio povertà, mentre sono stati introdotti nuovi sostegni a fondo perduto delle aziende locali. “Si tratta di una manovra ingente - continuano Grosselli, Bezzi e Alotti -. Oggi è difficile fare una stima ma in Trentino potrebbero arrivare diverse centinaia di milioni di euro grazie al decreto Rilancio Italia, tra sostegni al reddito, contributi alle imprese e trasferimenti agli enti locali. Si tratta quindi di una manovra sicuramente positiva”.

Resta il nodo della dilazione di almeno due anni del pagamento del contributo per il risanamento dei conti pubblici statali in forza degli accordi di Roma e Milano. “Abbiamo condiviso la richiesta delle Province autonome di Trento e Bolzano - spiegano i segretari generali di Cgil Cisl Uil - di intervenire sul quel contributo per garantire nuove risorse per il pieno esercizio delle competenze che gestiamo in forza dello Statuto di Autonomia. Continuiamo a credere che per far arrivare in porto quella proposta serve una trattativa vera con il Governo. Lanciare moniti o appelli con post sui social non serve a nulla”. Rivolgendosi al presidente Fugatti, Cgil Cisl Uil del Trentino ribadiscono la ragionevolezza di quelle richieste condivise da Trentino e Alto Adige, ma lo invitano ad adottare una strategia più efficace. “Mettere insieme Regioni ordinarie e Province a statuto speciale, non può portare a nulla di buono. Bisogna invece far capire, anche grazie al lavoro coordinato delle delegazioni parlamentari di Trento e Bolzano, che la nostra specialità si fonda sulle competenze delegate e queste hanno un costo anche in tempi di crisi economica. Mettere l’Autonomia nel calderone delle richieste delle altre Regioni rischia di renderci più deboli invece che rafforzarci”.

 

Trento, 21 maggio 2020
 




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